Sebbene il tè bianco può apportare tantissimi benefici sulla salute, può anche occasionare degli effetti secondari e presentare varie controindicazioni, come ad esempio provocare insonnia oppure alterare i nervi, soprattutto nelle persone ansiose.
Le xantine che contiene il tè bianco danno a questa bevanda un effetto stimolante del sistema nervoso, che può essere controproducente in soggetti che soffrono di ansia, accrescendo il loro stato nervoso.
Controindicazioni nel consumo del tè bianco
Inoltre, è consigliato di non consumare tè bianco se si soffre d’ipertensione arteriosa, in quanto può anche aumentarla. Sia perché alcuni componenti del tè bianco agiscono in modo diretto sulla pressione; ma anche perché possono aumentare l’ansia e il nervosismo. Ciò potrebbe occasionare in modo indiretto un aumento della pressione sanguigna. Inoltre, se si beve tè bianco e altre infusioni che contengono anche xantine, come il mate oppure il guaranà, questo effetto dannoso sull’ansia può incrementarsi, generando ancora più nervosismo e altri effetti indesiderati sulla salute.
Questa informazione ha come scopo la prevenzione, in modo da consultare il medico di fiducia prima di bere il tè bianco.
Anche se non si direbbe, si presentano dunque delle leggere contro indicazioni. Bisogna considerare inoltre gli effetti del fluoruro e tutte le foglie di tè contengono fluoro.
Al giorno, assunzioni di 2 mg per i bambini, di 4 mg per gli adulti elevano il rischio di ostio fluorosi e fratture. Tuttavia, è testato che il tè bianco ha meno fluoruro nei confronti del tè verde e del tè nero. La presenza di fluoro del tè dipende dal contenuto di fluoro nel terreno in cui viene coltivato, quindi bisogna scegliere con cura la zona in cui si desidera coltivare la pianta può diminuire il rischio.
Perlopiù la caffeina è una droga che crea dipendenza e l'abuso di tè può causare effetti collaterali dannosi, come ad esempio una alta probabilità di disturbi del sonno.
Una considerazione da fare riguarda l’ambito delle indagini sul rapporto fra la caffeina e la diuresi. Un recente studio ha mostrato che gli effetti diuretici generalmente sono stati osservati nei casi dove si è assunto almeno 300 mg di caffeina. Ciò suggerisce che il tè non ha un effetto diuretico almeno che la quantità consumata in una sola seduta non contenga più di 250-300 mg di caffeina, ovvero pari a 5/ 6 tazze di tè. Infine si deve tener conto che il tè bianco contiene ossalato, e un elevato consumo può provocare calcoli renali, però è da specificare che ci sarebbe un effetto negativo solo con una elevata assunzione di tè.

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